In questi mesi, persone di cui non conosco nulla, se non il loro ultimo gesto e la relazione dei famigliari, hanno posto fine alla loro vita; una scelta, dettata da un evento sempre più diffuso: la vendetta del dio denaro. È l'inizio di una nuova caduta.
Dapprima, le banche non rilasciano il denaro a loro affidato, per motivi meramente ignobili: con conti in positivo di svariate decine di migliaia di euro, le banche bloccano i conti, per "corazzarsi" e scegliere dove meglio taccheggiare. Pardon, intendo dire "investire" denaro, per sostenere i costi aziendali, ed in caso di perdita, recuperare il bottino svendendo l'azienda a qualche multinazionale, pronta a portare i progetti in fabbriche di puro guadagno.
Le aziende chiudono, la gente non guadagna: però si compra lo smartphone a 24 euro al mese, con qualche piano tariffario. Apparire, ma senza lavoro: una piaga sociale.
Prima ancora delle banche, l'intera riscossone esattoriale è stata affidata ad Equitalia: se non fosse per la struttura tecnologica, la scelta potrebbe essere azzeccata. Ma in questo Stato Maledetto, l'innovazione tecnologica è arretrata di 10 anni; cosi, per errori logistici, per incompletezza delle carte ed incompetenza di chi ha raccolto i dati e quantificato le multe, nascono le "cartelle impazzite". Impazzite perchè dopo un semplice controllo, richiesto da parte del cittadino, l'importo della multa cambia sensibilmente: sino alla metà dell'importo iniziale, una variazione troppo grande per essere oggetto dell'errore da "distrazione". Addirittura, alcune cartelle esattoriali si riferiscono ad importi già pagati.
Per prova diretta, ho constatato la richiesta di riscossione per la tassa sui rifiuti non pagata nel lontano 2004: presentata la documentazione necessaria per confutare il contrario, da Equitalia è giunto un semplice "Oh si, è vero! Bene, chiudiamo qui la pratica e Buona Giornata". Una leggerezza su milioni di fatture visualizzate? Beh, si potrebbe anche passare oltre, ma è il trattamento opposto a scegliere l'atteggiamento duro, zero errori.
Lo Stato, e chi lo rappresenta, può sbagliare: il cittadino deve essere infallibile. Ma sono i cittadini, lo Stato di una nazione.
Questa presunta infallibilità, questa eccessiva responsabilità del cittadino, grava su tutte le scelte. La dichiarazione dei redditi affidata ai caf e commercialisti: la firma posta alla fine del 730 certifica la vostra totale e completa responsabilità. Se i conti son sbagliati, sono problemi vostri, non di chi vi ha compilato il 730. La responsabilità per centimetri in eccesso, causa di un mancato controllo sull'operato dei muratori, una pessima misurazione e sopratutto dal desiderio di guadagnare con il minimo sforzo. Impianti domestici ed industriali, progettati a tavolino, realizzati a malo modo per considerazioni iniziali sbagliate. Sebbene si paghi un "esperto" per evitare tutto ciò, secondo lo Stato il colpevole, in assoluto, è sempre e solo il cittadino. La colpa di quest'ultimo è di non essere onnisciente.
Prima di tutto ciò, c'è un lavaggio di cervello spaventoso: raggiungere i propri sogni con facilità, è alla portata di tutti. Qualunque sia il tuo sogno, con i prestiti, con una rateizzazione triennale, con una minima spesa, con un periodo gratuito, con vantaggi spettacolari....è tuo. Già, la seconda casa per tutti, l'auto di grossa cilindrata, la vacanza dove vuoi, senza mai risparmiare.
Senza risparmio, non c'è una base solida per i prestiti e pertanto, il solo denaro “circolante” diviene quello elettronico. Meno liquidità, ma più mobilità per i pagamenti.
Tutto quanto detto sino ad ora, potrebbe apparire normale: se cosi fosse, allora abbiamo fatto un passo in avanti. Finalmente, da semplice cittadino, siamo passati al livello di cittadino succube: siamo i nuovi plebei, niente di più dei braccianti medioevali, niente di meno dei contadini delle sperdute aree rurali del 1800.
La nobiltà cambia nome, cambia fede: si fa chiamare VIPs, jetset; un cambiamento piuttosto insignificante, rispetto al secondo, più radicale e meglio nascosto. Il bisogno comune di ogni essere umano è incentrato attorno al dio denaro. Per voler star bene con qualcuno, c'è sempre bisogno di avere il portafoglio un po' pieno. Per uscire a mangiare una pizza, per stare in casa insieme, per vivere la giornata, per potersi addormentare vicini, per amarsi: in un modo o nell'altro si spende. Per vivere, servono i soldi, per gustarsi la vita serve l'anima. Ma non potrai mai gustarti un piatto, se questo rimane vuoto.
Questo bisogno, accomuna tutti noi, gente comune e VIPs: basta voltare la propria attenzione, verso questo bisogno comune; facendo cadere le briciole dalla tavola, noi bestie riterremo pagato il debito morale dell'opulento.
Cosi, mentre i soliti fanno i soldi offrendo contenuti di bassa qualità, le vere e reali esigenze della nazione passano in secondo piano. Un po' come accadeva con la moria a causa dei lunghi assedi: per strada la morte, nei palazzi le feste e l'eccesso assoluto.
Ebbene, questo è il nuovo baratro: noi, capaci di ragionare e di riflettere, affrontiamo la realtà di ogni giorno invocando la dea fortuna, giocando il fortunello. Noi, ogni giorno lavoriamo per portare il domani ai nostri figli, sperando che a loro tocchino sacrifici semplici, facili da risolvere. I pensieri di una madre e di un padre, di un fratello e di una sorella, di una nonna e di un nonno: rivolti al domani, si spera che qualcosa funzioni. Ci affidiamo alla buona sorte, quando agire è l'unica scelta.
La verità è una sola: la corte reale è tornata ed il dio denaro siede sul trono. Un dio accettato da tutti per bisogno o necessità, allontana da sé due cose, probabilmente importanti.
Giustizia e Senso Civico.
Il nostro non agire, è legato ai nostri comodi: perdere tutto, vale per affrontare una vera e reale lotta contro questo stile di vita? Finché ci andrà bene, per le strade si sentiranno le dolci note di feste, gioie e piaceri della vita, amanti di questa corte: nel frattempo, rimarremo d'innanzi alla tv per il calcio e la pubblicità del nuovo telefonino.